Linee guida per gli Autori

Ricerca Psicoanalitica pubblica:

  • Articoli di approfondimento teorico o clinico
  • Interviste
  • Commenti
  • Articoli di ricerca
  • Revisioni sistematiche sulla letteratura
  • Presentazione e discussioni di casi clinici
  • Commenti a libri, film, congressi, seminari, etc.
  • Relazioni su esperienze trasformative
  • Lettere all'editore

Premessa

Il manoscritto verrà scrupolosamente analizzato per tracce di plagio, duplicazione e manomissione dei dati; in particolare, le immagini verranno esaminate attentamente per ogni traccia di modificazione intenzionale impropria.

Ogni sospetto di illecito porta ad un immediato rifiuto del lavoro e alla segnalazione allo US Office of Research Integrity (https://ori.hhs.gov/).

È opportuno assicurarsi che il proprio lavoro sia redatto in un inglese corretto prima della sottomissione. Un copyediting professionale può aiutare gli autori a migliorare la presentazione del proprio lavoro e accrescere le possibilità di successo presso gli editori. In caso riteniate che il vostro lavoro possa beneficiare di un copyediting linguistico professionale per la lingua inglese sia sotto il profilo grammaticale che sotto quello stilistico, potrete trovare un valido servizio presso:

L’autore corrispondente deve sottoporre il lavoro solo ed esclusivamente online tramite il nostro sistema informatico.

Preparazione del manoscritto

Le indicazioni editoriali complete relativamente alla pubblicazione dei manoscritti sono quelle della American Psychological Association (APA, https://apastyle.apa.org/).

Considerazioni etiche

Gli autori devono poter garantire la veridicità e la confidenzialità dei dati derivanti dalla pratica clinica e dalle ricerche incluse nei propri materiali. È responsabilità degli autori modificare i dati personali relativi ai pazienti per garantirne l’anonimità.

Formattazione del testo

La prima pagina deve contenere:

  • Il titolo (all’inizio della pagina, centrato, in carattere 16, font Times New Roman). Deve essere conciso, privo di acronimi e di elementi impliciti;
  • Le parole chiave (da quattro a sei);
  • Eventuali ringraziamenti;
  • I contributi degli autori, ovvero le informazioni relative all’apporto fornito al lavoro da ogni singolo autore qualora individuabile e rilevante;
  • La dichiarazione relativa ai conflitti di interesse;
  • Ulteriori eventuali dichiarazioni, per esempio riguardo a finanziamenti, presentazione a congressi o seminari, etc.

Nel caso di articoli di ricerca la seconda pagina dovrà contenere:

  1. L’approvazione etica e il consenso alla partecipazione;
  2. Il consenso alla pubblicazione;
  3. La disponibilità dei dati e del materiale.

Per la strutturazione delle diverse tipologie di articolo si faccia riferimento alle indicazioni sottostanti alla voce “Tipologia di articoli”.

Tabelle e figure

Se si usano delle tabelle, devono essere inserite in pagine distinte e con interlinea doppia. Devono essere numerate e citate nel testo del manoscritto. Se si usano delle figure, devono essere incluse nella sottomissione come file separati in formato .tiff o .jpg. Devono inoltre avere la seguente risoluzione:

  1. Colore: salvato come CMYK, minimo 300 dpi;
  2. Bianco e nero/scala di grigi: minimo 600 dpi;
  3. Ampiezza una o due colonne (8,5 cm o 17,5 cm).

Occorre includere una didascalia diversa per ciascuna immagine alla fine del manoscritto, non inclusa nel file dell’immagine.

Autorizzazioni

Gli autori devono ottenere un permesso scritto per la riproduzione e l’adattamento di materiale precedentemente pubblicato. Una copia del permesso scritto deve essere fornita prima della pubblicazione (in caso contrario il lavoro non verrà pubblicato) e citata in modo adeguato nella didascalia dell’immagine. La procedura di acquisizione del permesso è responsabilità dell’autore; PAGEPress non rimborserà alcun costo relativo a tale procedura. In alternativa, è consigliabile utilizzare materiale da altre fonti (libere e gratuite).

Varie

Se vengono utilizzate delle abbreviazioni nel testo, gli autori dovranno fornire il nome completo e l’abbreviazione tra parentesi [es. Mieloma Multiplo (MM)] la prima volta che tale espressione viene citata, mentre da lì in poi devono essere utilizzate solamente le abbreviazioni (fanno eccezioni i titoli, dove gli autori devono inserire sempre il nome per esteso). Se si sitano nomi di materiali o sostanze nel testo, è necessario includere nel testo tra parentesi la marca, la casa di produzione e la provenienza geografica di tali materiali o sostanze.

Bibliografia

Riferimenti bibliografici all’interno del testo devono includere il cognome dell’autore e l’anno della prima pubblicazione in lingua originale tra parentesi: “ Freud (1899) afferma che…”, oppure il nome dell’autore seguito dalla virgola, uno spazio e l’anno di pubblicazione: (Freud, 1899). Se si desidera aggiungere il riferimento alla pagina deve essere scritto tra parentesi preceduto da “p.”, mentre tale informazione non è richiesta nella lista delle referenze bibliografiche alla fine del lavoro. Se il numero di pagina si riferisce all’edizione originale e non alla traduzione inclusa nella bibliografia alla fine del lavoro, è necessario aggiungere la dicitura “ed. orig.” (Loewald, 1980, p. 56 ed. orig.). Se la bibliografia al termine del lavoro include più di una traduzione, specificare l’anno di pubblicazione della traduzione citata (Loewald, 1980, p. 56 trad. it. 1994). Se sono citate diverse pubblicazione dello stesso autore nello stesso anno, l’anno di pubblicazione sarà seguito da una lettera minuscola in ordine alfabetico. Se le parentesi contengono più di un riferimento alle pagine, tali riferimenti saranno divisi da virgole. Il punto e virgola viene utilizzato per dividere i diversi autori all’interno delle parentesi. Se gli autori sono due saranno unita da “e”; se gli autori sono più di due i nomi saranno separati da virgole con “e” tra il secondo e il terzo autore; se gli autori sono più di tre il cognome del primo autore sarà seguito dalla dicitura et al. (dal latino et alii) in corsivo.
Seguono alcuni esempi:

  • Freud (1899) afferma che...
  • Secondo la teoria dei sogni (Freud, 1899)...
  • I principi della terapia cognitiva (Beck et al., 1979) affermano che...
  • Kernberg (1981, p. 35) scrive che...
  • Eissler (1953) scrive che “the introduction of a parameter entails the risk of temporarily eliminating a resistance without having analyzed it adequately” (p. 65).

Alla fine del testo è necessario riportare una lista completa di tutti i riferimenti bibliografici in ordine alfabetico per cognome, in ordine cronologico per ogni autore, mentre per diverse pubblicazioni dello stesso autore nello stesso anno si aggiunge una lettera minuscola. Nel caso di due autori con lo stesso cognome (es. Melanie Klein e George S. Klein) sarà l’iniziale del primo nome a definire l’ordine. Se l’iniziale è la stessa occorre scrivere anche i primi nomi per esteso (possibilmente senza tralasciare le iniziali dei secondi nomi), cosa che è necessaria anche per le referenze intratestuali nei casi di omonimia (es. Daniel N. Stern e Donnel B. Stern). L’anno tra parentesi seguirà l’iniziale puntata del primo nome, come in Freud S. (1910). Nel caso di primi nomi doppi, le iniziali devono essere riportate seguite dal punto e senza spazi (es. Bianchi G.A., Rossi P.F., Kernberg O.F., etc.). Nel caso di autori multipli, i loro nomi dovrebbero essere citati tutti. Nel caso di un libro pubblicato sotto il nome di uno o più editori, i loro nomi saranno citati con l’aggiunta alla fine delle dicitura a “a cura di” sia nel caso di testi originali che di traduzioni.

La lista deve contenere solamente i contributi citati nel testo.

Se l’anno di pubblicazione non è lo stesso del testo originale, deve essere citato dopo il nome della casa editrice separato da una virgola; diversamente, l’anno di pubblicazione tra parentesi dopo il nome dell’autore o degli autori è sufficiente.
Seguono alcuni esempi:

Libri:
• Beck A.T., Rush A.J., Shaw B.F. and Emery G. (1979). Cognitive Therapy of Depression. New York: Guilford Press (trad. it.: Terapia cognitiva della depressione. Torino: Boringhieri, 1987).
Un editore:
• Merini A., a cura di (1977). Psichiatria nel territorio. Milano: Feltrinelli.
Più editori:
• Boltanski L., Claverie E., Offenstadt N. and Van Damme S., a cura di (2007). Affaires, scandales et grandes causes. De Socrate à Pinochet. Paris: Stock.
Un saggio in una raccolta:
• Liotti G. (1985). Un modello cognitivo-comportamentale dell’agorafobia. In: Guidano V.F. e Reda M.A., a cura di, Cognitivismo e psicoterapia. Milano: FrancoAngeli. • Beebe B. (1983). Mother-infant mutual influence and precursors of self and object representation. In: Masling J., editor, Empirical Studies of Psychoanalytic Theories. Vol. 2. Hillsdale, NJ: Analytic Press.
Un saggio da una rivista:
• Ferrandes G., Mandich P. (2012). Riflessioni sulla medicina predittiva e sulla necessità di integrazione delle discipline: proposta di un modello di consulenza genetica integrata. Psicologia della salute, 3: 11-28. DOI: 10.3280/PDS2012-003002.
Gli autori devono indicare un codice DOI per ogni articolo incluso nella lista delle referenze, quando disponibile. I codici DOI possono essere trovati al seguente link: http://search.crossref.org/, o tramite Google search.
Testi non pubblicati:
• Benedetti G. (1988). “Intervento nel dibattito sulla relazione di John Gunderson al Convegno Internazionale New Trends in Schizophrenia”, Bologna, 14-17 aprile (registrazione).
Libri o articoli da fonti online:
• Seguire le linee guida per la citazione di libri e articoli con l’aggiunta della dicitura “disponibile da http://www... .” seguita dalla data di consultazione.

Tipologia di articoli

  1. Articoli di approfondimento teorico clinico: possono essere pubblicati assieme ad altri articoli su un tema specifico o pubblicati autonomamente. Tali articoli devono avere una lunghezza compresa tra i 35.000 e i 45.000 caratteri (spazi inclusi, escludendo l’abstract in lingua inglese ma includendo il riassunto in italiano, la bibliografia e le eventuali note a piè di pagina). Articoli più lunghi di 45.000 parole devono essere discussi con l’editore. Il riassunto in italiano deve avere una lunghezza compresa tra i 1.000 e i 1.500 caratteri e includere dalle 4 alle 6 parole chiave.
  2. Interviste: devono essere concordate e preparate con gli editori sulla base di una proposta del candidato. Il riassunto e le parole chiave saranno a cura dell’Editore in accordo con la persona intervistata.
  3. Commenti: si tratta di lavori che riconsiderano, aggiornano e discutono materiale già pubblicato in letteratura, anche su questo giornale. Devono avere una lunghezza compresa tra i 25.000 e i 35.000 caratteri (spazi inclusi). Lavori più lunghi devono essere discussi con gli editori. Il riassunto in italiano deve essere tra i 1000 e i 1.500 caratteri e includere dalle quattro alle sei parole chiave.
  4. Articoli di ricerca: devono essere lunghi non più di 50.000 caratteri (spazi inclusi) incluso il titolo, il riassunto in italiano, le parole chiave, le note a piè di pagina, le tabelle, i grafici e la bibliografia. Devono essere strutturati come segue: 1. Introduzione (background teorico, argomento, costrutti e loro rilevanza, panoramica della letteratura); 2. Ipotesi e obiettivi; 3. Metodo (contesto, partecipanti allo studio, mezzi utilizzati, progettazione e design, condizioni per la reiterazione dello studio, indagini statistiche condotte); 4. Risultati; 5. Discussione (implicazioni cliniche e teoriche dei risultati entro il quadro teorico definito dalla letteratura citata, possibili sviluppi futuri, eventuali limitazioni e difetti del presente studio). Il riassunto in italiano deve avere una lunghezza compresa tra i 1.000 e i 1.500 caratteri e includere dalle quattro alle sei parole chiave. Tabelle e grafici devono essere sottomessi come file separati con lo stesso titolo dell’articolo.
  5. Revisioni sistematiche della letteratura: devono riguardare argomenti di rilievo. Devono esplicitare i criteri per la selezione del materiale analizzato e presentare i risultati descritti dall’autore come un risultato di tale rassegna. Devono avere una lunghezza compresa tra i 25.000 e i 35.000 caratteri (spazi inclusi). Il riassunto in italiano deve avere una lunghezza compresa tra i 1.000 e i 1.500 caratteri e includere tra le quattro e le sei parole chiave.
  6. Presentazione e discussione di casi clinici: devono avere una lunghezza non superiore ai 30.000 caratteri e devono includere almeno: la presentazione del caso clinico, le ragioni per la discussione, esempi tratti dal caso che vadano a supportare le ipotesi/le posizioni assunte relativamente al caso, prospettive aperte o discutibili. Possono fare riferimento a materiale derivante da consultazioni individuali o di coppia, trattamenti familiari o di gruppo, nonché situazioni educative, sociali, giuridiche o comunitarie dove la competenza psicologico clinica o psicoanalitica giochi un ruolo rilevante. Sono auspicate, e possono anche essere richieste dalla redazione, discussioni dei materiali proposti che possono prevedere repliche e commenti dell’estensore del caso.
  7. Commenti su libri, film, congressi, seminari, etc.: si tratta di brevi lavori che presentano una lettura psicologica di materiali artistici o culturali o di eventi culturali o scientifici. Devono avere una lunghezza compresa tra gli 8.000 e i 10.000 caratteri (spazi inclusi) incluso il titolo, le note a piè di pagina e la bibliografia (fino ad un massimo di 10 contributi). Per questa tipologia di articolo non è richiesto un riassunto.
  8. Relazioni su esperienze trasformative avvenute nel passato o ancora in corso con lo specifico scopo di trasformare situazioni sociali, sanitarie o assistenziali. Questi articoli devono avere una lunghezza compresa tra gli 8.000 e i 10.000 caratteri. Per questa tipologia di articolo non è richiesto un riassunto.
  9. Le lettere all’editore sono spedite per invitare alla riflessione su argomenti specifici a partire da un punto di vista originale. Non devono superare i 3.000 caratteri di lunghezza.

Peer review

Tutti i manoscritti sottoposti alla nostra rivista sono valutati criticamente da esperti interni o esterni sulla base dei principi della peer review (http://www.icmje.org/recommendations/browse/roles-and-responsibilities/responsibilities-in-the-submission-and-peer-peview-process.html#three), che è un processo fondamentale per pubblicazione scientifica e per la diffusione di accurati dati scientifici. La prima fase della selezione dei manoscritti avviene completamente internamente e ha due obbiettivi principali: i) verificare che il manoscritto sia in linea con i suoi stessi obbiettivi nonché con gli standard contenutistici e formali della rivista, per stabilire la sua appropriatezza rispetto ai lettori a cui essa si rivolge; ii) definire la priorità del manoscritto in considerazione relativamente agli altri manoscritti sottoposti, dal momento che il giornale riceve molti più manoscritti di quanti ne possa pubblicare. Se un manoscritto non riceve una priorità sufficientemente alta da garantirne la pubblicazione, gli editori rifiuteranno il manoscritto. Gli articoli che superano questa fase della selezione sono quindi revisionati da almeno due revisori esterni, nella modalità doppio cieco (double blind peer review). I manoscritti dovranno essere preparati in base alle Uniform Requirements established by the International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE, http://www.icmje.org/recommendations/browse/manuscript-preparation/).

Autorialità

Tutte le persone indicate come autore devono essere qualificate per l’autorialità sulla base dei criteri della ICMJE (http://www.icmje.org/recommendations/browse/roles-and-responsibilities/defining-the-role-of-authors-and-contributors.html). Ogni autore deve aver partecipato sufficientemente al lavoro per potersi assumere la pubblica responsabilità per i contenuti. L’autorialità deve basarsi sull’aver contribuito in modo sostanziale: i) alla concezione e al disegno dello studio, oppure all’analisi e all’interpretazione dei dati (per articoli di ricerca); ii) alla stesura dell’articolo o alla sua revisione critica per importanti contenuti intellettuali; e iii) all’approvazione alla pubblicazione della versione definitiva. Tutte e tre queste condizioni devono essere rispettate. La sola partecipazione all’acquisizione dei fondi o alla raccolta dei dati non giustifica l’autorialità. La supervisione al gruppo di ricerca non è sufficiente per l’autorialità. Ogni parte dell’articolo che sia essenziale alle conclusioni definitive deve essere responsabilità di almeno un autore. Gli autori sono tenuti a fornire una breve descrizione del proprio contributo individuale. Coloro il cui contributo non giustifichi l’autorialità possono ricevere un riconoscimento individualmente o in gruppo sotto un’unica denominazione. Gli autori possono trovare informazioni più dettagliate sul sito della Casa Editrice.

Modifiche all’autorialità

Se gli autori richiedono la rimozione o l’aggiunta di uno o più autori dopo la sottomissione del manoscritto o durante il processo di peer review o all’accettazione dell’articolo, devono spiegare dettagliatamente e in forma scritta le ragioni di tale modifica agli editori della rivista. Gli autori sono anche tenuti a spedire agli editori una dichiarazione di consenso per la modifica in questione firmata da tutti gli autori registrati e da quelli che devono essere aggiunti o rimossi. Non è possibile modificare l’autore corrispondente dopo la pubblicazione del lavoro, sia come “Advance Online Article” o all’interno di un regolare volume. Il journal editor può tuttavia considerare l’aggiunta di un corrigendum.

Obbligo di registrazione per gli studi clinici

La ICMJE ritiene che sia necessario mantenere un database degli studi clinici completo e disponibile al pubblico. La ICMJE (http://www.icmje.org/about-icmje/faqs/clinical-trials-registration/) definisce come studio clinico ogni progetto di ricerca che assegni intenzionalmente dei soggetti umani a degli interventi medici oppure a dei gruppi di controllo per studiare il nesso causale tra un intervento medico e il suo risultato sulla salute. Gli interventi medici includono la somministrazione di farmaci, le procedure chirurgiche, l’uso di dispositivi medici, trattamenti comportamentali, cambiamenti nella gestione del paziente, etc. Il nostro giornale richiede, come requisito per la pubblicazione, la registrazione in un registro pubblico degli studi clinici. Il giornale considera uno studio per una pubblicazione solo se è stato registrato prima dell’arruolamento del primo paziente. Il giornale non si appoggia a uno specifico registro, ma richiede che gli autori registrino il proprio studio in un registro che risponda a diversi criteri. Il registro deve essere accessibile al pubblico gratuitamente. Deve essere aperto ad ogni aspirante registrato e gestito da una organizzazione senza scopo di lucro, deve essere fornito di un sistema di garanzia circa la data di registrazione, e deve essere consultabile elettronicamente. Un registro accettabile deve includere alcuni requisiti minimi (http://www.icmje.org/about-icmje/faqs/clinical-trials-registration/). Per esempio, ClinicalTrials.gov (http://www.clinicaltrials.gov), sponsorizzato dalla United States National Library of Medicine, risponde a tali requisiti.

Protezione dei soggetti umani e animali nella ricerca

Quando descrivono esperimenti su soggetti umani, gli autori sono tenuti ad indicare se le procedure adottate siano in accordo con gli standard etici del comitato responsabile della sperimentazione umana (istituzionale e nazionale) e con la Dichiarazione di Helsinki del 1975, revisionata nel 2013 (https://www.wma.net/policies-post/wma-declaration-of-helsinki-ethical-principles-for-medical-research-involving-human-subjects/). Se sussiste qualche dubbio circa il fatto che la ricerca sia stata condotta secondo le linee guida della Dichiarazione di Helsinki, gli autori sono tenuti a spiegare il razionale del loro approccio e dimostrare che il loro comitato di ricerca istituzionale ha esplicitamente approvato gli aspetti dubbi dello studio. È necessario ottenere il Consenso Informato di ogni paziente incluso negli esperimenti. Quando si descrivono esperimenti condotti sugli animali, gli autori sono tenuti ad indicare se sono state rispettate le linee guida istituzionali e nazionali per l’uso di animali da laboratorio. Ulteriori informazioni sull’etica della ricerca sugli animali sono disponibili dalla World Medical Association (revisione del 2016, https://www.wma.net/policies-post/wma-statement-on-animal-use-in-biomedical-research/). Quando si descrivono esperimenti sugli ecosistemi riguardanti specie non native, gli autori sono tenuti ad assicurare il rispetto delle linee guida istituzionali e nazionali per la conservazione della biodiversità.